Sarebbe il più piccolo del Sistema solare. Con il potente telescopio Vlt dell’Eso, in Cile, gli scienziati hanno osservato la sua forma sferica, requisito che mancava per classificarlo nel catalogo assieme a Plutone e Cerere

Alla famiglia dei pianeti nani del Sistema solare potrebbe presto aggiungersi un nuovo membro. Si tratta di Hygiea (o Igea, come la dea della salute), al quale spetterebbe anche la “corona” di più piccolo in assoluto. Gli astronomi dello European southern observatory, infatti, sono riusciti per la prima volta a scattargli una foto a una risoluzione adeguata per scoprire che ha una forma sferica, requisito fondamentale per elevarlo al rango di “pianetino“.

La rivelazione è stata pubblicata dai ricercatori dell’osservatorio che si trova in Cile sulla rivista Nature. “Hygiea – scrivono nello studio – è il meno studiato dei quattro asteroidi con diametro maggiore di 400 chilometri. È il quarto più grande della cintura principale di asteroidi e l’unico conosciuto la cui composizione appare simile a quella del pianeta nano Cerere“. È un oggetto piuttosto scuro. Per fotografarlo hanno usato lo strumento Sphere, del Very Large Telescope (lo stesso usato per scovare e immortalare pianeti alieni attorno ad altre stelle), e ottenuto l’immagine a più alta definizione finora disponibile di Hygiea, riuscendo anche a calcolarne il diametro: 430 chilometri.

Tondo come un piccolo pianeta

Si trovano nella fascia di asteroidi tra le orbite di Marte e Giove, oppure oltre l’orbita di Nettuno. I requisiti per ricevere il bollino di “pianeta nano” sono stati stabiliti nel 2006 dalla Unione astronomica internazionale. Orbitare attorno al Sole; non essere una luna (un satellite naturale) che orbita attorno a un altro pianeta; non aver “sgomberato” i dintorni della propria orbita (come accade per i pianeti, per quest’ultima mancanza Plutone è stato declassato a nano, ma ancora se ne discute); e avere una forma sferica. Quest’ultimo era quello che mancava, perché non erano ancora disponibili immagini abbastanza chiare per capire quanto rotonda fosse Hygiea (Vesta, per esempio, è più grande ma non è abbastanza sferica). Ora lo sappiamo e potrebbe presto essere inserita nel catalogo dei pianeti nani come il più piccolo mai individuato.

L’impatto

Con un po’ di sorpresa, il team di astronomi guidato dal francese Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, non ha trovato un dettaglio che si aspettavano: manca un grande cratere da impatto. Lo scontro con un oggetto grande circa 100 chilometri, infatti, è l’ipotesi degli scienziati per spiegare l’origine della famiglia di asteroidi che prende il nome proprio da Hygea. Come accaduto per la famiglia di Vesta. Invece hanno trovato due crateri, molto più piccoli, larghi circa 90 e 180 chilometri: “Nessuno di questi due crateri potrebbe essere stato causato dall’impatto che ha originato la famiglia di asteroidi Hygiea – spiega Miroslav Brož, uno degli autori – il cui volume è comparabile a un oggetto grande 100 chilometri. Sono troppo piccoli“.

Applicando dei modelli matematici in una simulazione, la spiegazione che si sono dati è quella di un impatto “frontale” con un oggetto grande dai 75 ai 150 chilometri. Uno scontro che avrebbe spappolato completamente l’asteroide “genitore” circa due miliardi di anni fa, una collisione che, sottolineano, si tratta di un evento unico negli ultimi tre o quattro miliardi di anni nella cintura di asteroidi. I pezzetti si sarebbero poi fusi di nuovo insieme per l’attrazione gravitazionale, dando a Hygiea la sua forma sferica che l’occhio potente del Very large telescope è riuscito a osservare. Ora la “palla” passa all’Unione astronomica internazionale, gli esperti dovranno decidere se aggiungerla al catalogo dei pianeti nani assieme a Cerere, Eris, Makemake, Haumea e, ovviamente, a Plutone.

(Repubblica.it)