Un nuovo studio scientifico prova a spiegare la strana forma di Oumuamua, il corpo celeste talmente atipico che molti astronomi la prima volta che lo videro ritennero più probabile fosse addirittura un’astronave aliena.

Quando gli astronomi lo videro attraversare il nostro Sistema solare nel 2017 non credettero ai loro telescopi. Per prima cosa si è capito subito che avesse una traiettoria non compatibile col moto di un corpo del Sistema solare. Oumuamua infatti, oggi è accertato, è il primo oggetto interstellare scoperto che stia attraversando il nostro Sistame solare. Per la precisione recenti studi sulla traiettoria tendono ad indicare che provenga dalla costellazione della Lira e che ora, dopo il passaggio ravvicinato al nostro Sole e la relativa deviazione gravitazionale, sia diretto verso la costellazione del Pegaso.
Un alieno in tutti sensi quindi, anche perché la sua strana forma, così allungata e a forma di cetriolo, fa pensare a tutto tranne che alla solita cometa o asteroide. Per altro passando vicino al Sole la cometa emette la tipica scia, mentre da un asteroide, per quanto roccioso, ci si aspetta comunque un minimo di attività ed evaporazione. Oumuamua invece è passato il 9 settembre 2017 a soli 38 milioni di km dal Sole (Mercurio ruota in media intorno ai 58 milioni di km dal Sole) senza emettere un fiato.
Inevitabile che persino ai migliori astronomi potesse venire il sospetto che si potesse trattare di una sonda aliena o addirittura un’astronave. Invece no, spiega il recente studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy – non c’è nulla di strano, sono cose che possono capitare benissimo nello straordinario Universo.
Gli scienziati Yun Zhang, dell’Osservatorio astronomico nazionale dell’Accademia cinese delle scienze, e Douglas N. C. Lin, dell’Università della California a Santa Cruz, hanno sviluppato un modello computerizzato che spiega non solo tutte le caratteristiche del misterioso asteroide, ma anche il meccanismo della sua formazione. Gli autori ritengono che Oumuamua non sia altro che un frammento di un corpo planetario che sia passato troppo vicino ad una stella, magari la propria, e sia stato da questa fatto a pezzi dalle forze di marea e rimbalzato nello Spazio.

“Abbiamo dimostrato che oggetti interstellari come Oumuamua possono essere creati da un’estesa frammentazione delle maree durante le interazioni ravvicinate dei loro corpi genitori con le loro stelle ospiti, e quindi espulsi nello spazio interstellare”, ha spiegato Douglas Lin in un comunicato stampa dell’Università della California.

Per spiegare il fenomeno gli scienziati hanno messo a punto una simulazione computerizzata che mostra come le forze di marea, quando un corpo celeste passa troppo vicino ad una stella, (meno di 1 milione di km), possano fonderlo, smembrarlo, deformarne i pezzi e lanciarli nello Spazio interstellare.

“Una forma allungata è molto probabile quando consideriamo un cambiamento nella forza di un materiale durante la sua interazione con una stella. Il rapporto tra l’asse lungo e l’asse corto può essere anche più di dieci a uno”, ha detto Zhang.

Il passaggio ravvicinato ad una stella, secondo gli stessi scienziati, spiegherebbe per altro non solo la strana forma ma anche del perché al passaggio nel nostro Sistema solare questo strano asteroide non abbia mostrato un coma cometario – semplicemente perché il primo passaggio ravvicinato avrebbe già evaporato tutto quello che c’era da evaporare e la risolidificazione delle rocce avrebbe chiuso ermeticamente il corpo celeste.

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Oumuamua quindi, che il lingua hawaiana significa ‘messaggero che viene da lontano’, non è un’astronave e non è venuto intenzionalmente. Non per questo la sua natura è meno affascinante e rivelatrice delle infinite sorprese dell’Universo.